Tag: novecento
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Maria João Pires: «Ho fatto la pianista, adesso mi ritiro»

Lo scorso 1º novembre, nella cornice istituzionale della Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona, durante la cerimonia di consegna del Premio “Helena Vaz da Silva European Award” per la valorizzazione del patrimonio culturale europeo, Maria João Pires — 81 anni lo scorso 23 luglio — ha annunciato ufficialmente la fine della sua carriera da concertista. La…
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Fedele d’Amico. Per un ritratto

«Ora appunto su questa strada si muove ancora oggi l’opinione di alquanti “addetti ai lavori”, purtroppo scampati alla disoccupazione: che il “razionalismo” di Così fan tutte sia un miscuglio di “denuncia”, pessimismo e cinismo, una cosa sinistra insomma, da lasciarci costernati pressappoco quanto un testo di Beckett […]» Bastino al lettore queste poche righe tratte…
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Cathy Berberian: 100 anni di un’icona della musica contemporanea

Se tentassimo di confinare l’ingegno multiforme di Cathy Berberian all’interno di una definizione, finiremmo per farle un torto. Di lei, autentica icona della musica contemporanea, tuttavia, si disse perentoriamente che fu la Callas dell’avanguardia. Certo è che con la sua straordinaria carriera, nella quale ha attraversato tutti i generi e tutte le epoche della musica…
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Della musica e del sogno nei Notturni di Ishiguro

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un video nel quale una studentessa della Scuola Holden consigliava, con una specie di contagiosa sollecitudine, la lettura dei Notturni di Kazuo Ishiguro [Nagasaki 1954], una raccolta di «cinque storie – come recita il sottotitolo del libro – di musica e crepuscolo». Pur conoscendo l’autore (vincitore, tra l’altro,…
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Stravinskij neoclassico: il caso «Pulcinella»

«Quando mi chiese di orchestrare della musica di Pergolesi per un balletto pensai che fosse diventato matto» ebbe a dire Igor Stravinskij [San Pietroburgo 1882 – New York 1971] riferendosi ad un momento ben preciso della sua esperienza compositiva: in un pomeriggio di primavera del 1919, lo storico impresario dei Ballets Russes Sergeij Djagilev [Čudovskij…
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“In a sentimental book”: Geoff Dyer racconta il jazz

«Era difficile che la musica gli venisse in mente già come musica. Tutto cominciava con uno stato d’animo, un’impressione, qualcosa che aveva visto o sentito e che soltanto dopo lui traduceva in melodia.» * (a proposito di Duke Ellington) Natura morta con custodia di sax è un libro che va affrontato senza aspettarsi, a dispetto…


