Tra le pagine più rappresentative della prima produzione beethoveniana, nel periodo che coincise con l’intenso e fortunato soggiorno viennese, spiccano senza dubbio i tre Trii per archi op. 9. La capitale austriaca aveva accolto nel 1792 il ventiduenne Ludwig van Beethoven [Bonn 1770 – Vienna 1827], desideroso di affermarsi più come virtuoso della tastiera che come compositore. Furono gli anni della frequentazione – si badi bene, tutt’altro che distesa nei rapporti ma non priva di reciproca stima – con Franz Joseph Haydn [Rohrau 1732 – Vienna 1809], figura chiave del classicismo settecentesco, che riconobbe nel giovane musicista «un’abbondanza inesauribile di ispirazione» ed ebbe l’impressione di trovarsi davanti ad «un uomo con molte teste, molti cuori, molte anime».

Furono, ancora, gli anni dell’entusiasmo popolare, da una parte, che derivò dalla vivace attività concertistica in giro per i principali centri europei e, dall’altra, la diffidenza manifestata dalla critica più conservatrice, ancora probabilmente legata alle limpide strutture mozartiane. Fu, infine, un lungo periodo di studio e riflessione: Beethoven s’immerse nella lettura dei classici greci, di Shakespeare, di Goethe e Schiller, autori che contribuiranno sensibilmente alla genesi di quello spirito romantico che innerverà tutta l’esperienza successiva.
L’opera 9 comprende tre trii composti nel 1797, dedicati al conte Browne e pubblicati l’anno dopo da Artaria. Si tratta, dunque, di composizioni coeve, ad esempio, al primo Concerto op. 15 per pianoforte e orchestra e ai due Quintetti op. 4 e op. 16, partiture ancora nettamente influenzate dal sinfonismo haydniano. Dai trii dell’op. 9, però, ci si aspetti tutt’altro che omogeneità tematica e ossequio al proporzionato rigore delle forme.
Già nel primo, il Trio op. 9 n. 1 in sol maggiore, l’assertiva introduzione dei tre archi all’unisono spiana la strada ad un Allegro con brio che appare «caratterizzato da una molteplicità di temi e tonalità che già puntano verso quell’idea di dilatamento della forma-sonata che sarà tipico della successiva produzione di Beethoven» (Fabrizio Scipioni). In effetti, se si pensa a quanto fu produttivo lo Stile Galante per quella stagione della letteratura musicale europea, elementi come l’alternanza giocosa delle tonalità, l’impiego di sorprendenti formule ritmiche e di inserti solistici sul preminente tessuto concertante, dovettero risultare ingredienti di dirompente novità rispetto ai modelli fino ad allora esperiti. L’Adagio, ma non tanto, e cantabile e lo Scherzo mettono in rilievo, rispettivamente, la cantabilità del violino e il dinamico rapporto dialogico tra la viola e il violoncello. Il Presto conclusivo è animato, sin dalle prime misure, da un moto perpetuo di inusitata scorrevolezza, inframezzato da episodi di smaccato protagonismo del violino e della viola, a testimonianza dell’uso ormai disinvolto del materiale sonoro e della già pregnante adesione all’ideale romantico.
Il Trio op. 9 n. 2, in re maggiore, è dei tre il più canonico: i quattro movimenti si dipanano in un clima, questa volta, più raccolto e contemplativo. L’Allegretto si articola nella classica forma-sonata bitematica tripartita; l’Andante quasi Allegretto in re minore si configura come una romanza in cui il violino assume un notevole rilievo solistico; il Minuetto richiama, strutturalmente, ad uno Scherzo e il quarto movimento, in forma di Rondò, testimonia il ragguardevole livello di abilità contrappuntistica raggiunta dal giovane Beethoven.
Attraverso i quattro movimenti del Trio op. 9 n. 3 in do minore, il terzo della serie, l’ascoltatore noterà che tutti i pregressi tentativi di ricerca di un proprio stile e di una propria voce trovano compimento negli arditi cromatismi, nei ricercati contrasti tonali, nel dosaggio certosino dei materiali tematici: queste pagine attestano la raggiunta autonomia formale del trio per archi e segnano, per Beethoven, l’inizio di una florida attività compositiva.
Trio per archi n. 1 op. 9 https://music.youtube.com/watch?v=u6kFAxfaFko
Trio per archi n. 2 op. 9 https://music.youtube.com/watch?v=dfv1pj4hjjw
Trio per archi n. 3 op. 9 https://music.youtube.com/watch?v=slgjC19XU5w

